PROTESI DENTARIA

La protesi dentaria è quella branca dell’Odontoiatria che si occupa della diagnosi, del piano di trattamento, della riabilitazione e del mantenimento delle funzioni orali, del comfort, dell’estetica e della salute di pazienti con condizioni cliniche associate alla mancanza di uno o più denti e dei tessuti ad essi adiacenti.

La riabilitazione viene effettuata per mezzo di protesi fisse (faccette, corone, ponti, intarsi) o protesi rimovibili (dentiere, scheletrati) supportate da denti o radici residue, da impianti osteointegrati o dalle mucose che ricoprono le ossa mascellari.

Grazie alle nuove tecnologie, oggi è possibile prendere impronte digitali, ossia impronte dentarie senza le classiche paste (materiali da impronta) ma con degli scanner intraorali, ossia delle piccole videocamere che fotografano i denti. Per queste scansioni non serve fare anestesia e possono essere realizzate sia sui denti che sugli impianti per qualsiasi tipo di restauro (faccette, corone, ponti, intarsi).

Ci avvaliamo, da più di 20 anni, della collaborazione di bravissimi odontotecnici guidati dall’Odt. Marco Maselli, in continuo aggiornamento e capaci di realizzare ogni tipo di manufatto protesico, dalla semplice dentiera, ai bloccaggi su impianti, alle faccette estetiche sui denti frontali.

No non tutte, ma è vero che nell’ultimo decennio, in odontoiatria protesica, la tecnologia CAD/CAM ha consentito lo sviluppo di nuove tecniche e l’impiego sia di nuovi materiali cosiddetti metal-free (senza anima in metallo) come l’ossido di zirconio, chiamato zirconia o il disilicato di litio, sia la lavorazione di alcuni metalli con tecniche di sinterizzazione e resine acriliche ad alta densità.

Prima dell’avvento della tecnologia CAD/CAM, la produzione di una protesi avveniva ed avviene ancora manualmente ed inizia con la presa delle impronte dentali inserendo la pasta per impronte direttamente nella bocca del paziente su un supporto di metallo.

Le impronte vanno direttamente al laboratorio odontotecnico dove si realizza il calco in gesso su cui il tecnico costruisce la protesi che è poi montata su articolatore per controllarne la corretta occlusione ed altri parametri.

Terminato il ciclo appena descritto, la protesi è pronta per essere consegnata al paziente.

Avvento della procedura CAD/CAM

Con l’avvento di tale procedura, l’odontotecnico sottopone il modello in gesso ricavato dalle impronte alla lettura da parte di uno speciale scanner 3D (tridimensionale) il quale, grazie al software allegato, riproduce in digitale il manufatto.

Da questo momento in poi è possibile apportare le modifiche alla protesi virtuale direttamente con il computer. Parliamo di modifiche riguardanti lo spessore, la forma e le dimensioni della protesi che può essere un intarsio, un abutment, una corona dentale, un ponte oppure una protesi fissa completa.

Terminata la fase CAD, quella appena descritta, inizia la fase CAM. Una volta conclusa la progettazione da parte del tecnico, il software produce un file digitale che è mandato ad una speciale fresatrice computer assistita che lo elabora e, sulla base delle informazioni fornite, comincia a fresare/intagliare il blocchetto di materiale che si è scelto per la protesi.

I materiali di fabbricazione utilizzabili con la tecnica CAD/CAM dentale sono gli stessi che sono stati utilizzati finora ovvero: zirconia (nome commerciale dell’ossido di zirconio rafforzato con Ittrio, ceramica e disilicato di litio – una vetroceramica molto resistente -).

  • Estrema precisione nella realizzazione
  • Possibilità di realizzare protesi molto sottili (faccette)
  • Possibilità di rafforzare i punti deboli di una struttura ampia (protesi fissa completa)
  • Progettazione a mezzo computer che consente l’anteprima del risultato.

Per dovere di completezza, dobbiamo aggiungere che anche la presa delle impronte dentali con la pasta e, quindi, la realizzazione del modello in gesso da parte dell’odontotecnico può essere evitato utilizzando una particolare manipolo intraorale per la rilevazione ottica delle impronte (si parla di “impronte dentali digitali”).

Il manipolo scanner utilizzato dal dentista è direttamente collegato al computer in modo da scaricare immediatamente le informazioni ed iniziare il primo step della procedura CAD/CAM.

L’intarsio è un restauro parziale del dente. Viene definito restauro indiretto perché è realizzato “a tavolino” al di fuori della bocca del paziente e successivamente con una metodica di incollaggio adesiva viene “unito” al dente.

Gli intarsi dentali vengono utilizzati principalmente per la ricostruzione dei premolari e dei molari sia dell’arcata superiore che inferiore. Quando la dimensione della superficie dentale da ricostruire è tanto ampia da rendere difficoltosa o sconveniente l’esecuzione di un’otturazione convenzionale, l’intarsio permette un’ottimale ricostruzione anatomica del dente.

Ricostruendo il dente con un intarsio la superficie masticatoria (superficie occlusale) può essere ristabilita in armonia con l’andamento della superficie masticatoria di denti che si trovano nell’arcata dentaria opposta e i punti di contatto con i denti vicini possono essere ricreati perfettamente evitando così tutti gli inconvenienti che derivano dagli accumuli di cibo tra un dente e l’altro.

Il materiale migliore per la costruzione degli intarsi è l’oro che però oggi per motivi estetici viene usato sempre più raramente.

Nella moderna odontoiatria gli intarsi sono realizzati utilizzando materiali che riproducono il colore bianco del dente come i materiali ceramici o le resine composite.

Per la realizzazione di un intarsio occorrono almeno due sedutela prima seduta è dedicata alla preparazione del dente e alla presa dell’impronta. È possibile così la realizzazione di un modello in gesso su cui il tecnico può eseguire la costruzione dell’intarsio.

La successiva seduta, che si svolge quando l’intarsio è pronto, è dedicata alla sua cementazione (unione dell’intarsio al dente). Nel frattempo sul dente trattato viene messo un materiale provvisorio.